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[GP Modern Bologna 2016] Living (the dream) End by Roberto Biondi [Top16]

Salve a tutti i lettori di MagicFriends, sono Roberto Biondi, e vi parlerò delle scelte che mi hanno portato nella top16 del GP Bologna.
Reputo che il Modern sia sempre stato (o quasi) un formato affascinante; l’avere a disposizione una gran quantità di carte, di archetipi e di strategie, fa lavorare la mente e la creatività, ed è uno degli aspetti per cui magic mi ha conquistato.
Alle volte però, l’equilibrio che consente questa varietà viene scosso da qualcosa di nuovo e inaspettato, che unito al ban di alcuni staples del formato, ha fatto si che il modern, diventi, da un paio di mesi, preda degli abusi di questi 3:

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Fatta questa premessa, e abbandonata ogni velleità artistica su possibili mazzi “personalizzati”, comincio a pensare a qualcosa da giocare in quel di Bologna.
La scelta fondamentale, era tra:  unirmi alla banda degli Eldrazi lovers, affidando tutto all’archetipo più promettente, sulla carta, oppure cercare qualcosa che riuscisse a batterli e potesse giocare ogni altro match up senza eccessivi problemi.

Scartata subito la prima opzione per una serie di ragioni (non ultima il non voler giocare infiniti mirror match) comincio ad analizzare le possibili scelte: Affinity, Uw control,  uno dei due deck con Chord of Calling (kiki version o company).
Non amando le strategie troppo lineari e non volendo giocare per 50minuti a turno,  un “chord of calling” deck  sembrava quasi scontato, eppure qualcosa mi spingeva a cercare ancora, finché non mi imbatto in un articolo del “vecchio” Paulo Vitor Damo da Rosa, dove spiega e analizza come un certo mazzo possa trovare spazio in questo momento buio del modern, proponendo questa lista:

 
Lands
Blackcleave Cliffs
Grove of the Burnwillows
Copperline Gorge
Blood Crypt
Watery Grave
Overgrown Tomb
Stomping Ground
Verdant Catacombs
Bloodstained Mire
Mountain
Swamp
Forest

Creatures
Street Wraith
Monstrous Carabid
Deadshot Minotaur
Fulminator Mage
Simian Spirit Guide
Architects of Will
Jungle Weaver
Shriekmaw
Ingot Chewer

Spells
Violent Outburst
Demonic Dread
Living End
Beast Within
 


Per i meno avvezzi alla carta in questione, Living End rianima tutte le creature presenti in entrambi i cimiteri, non prima però di aver fatto sacrificare tutte quelle sul campo di battaglia. 

La strategia del mazzo è tanto semplice quanto efficace: riempire il nostro cimitero grazie alle creature ciclanti, che ci permettono di pescare una carta al modico costo di 0/1/2 mana, e di usare l’abilità “cascata” presente in ben 8 copie (nella forma di Violent outburst e Demonic Dread), per poter giocare living end gratis, avendo costo di mana convertito pari a 0.
L’unico deficit è ovviamente quello di non poter giocare magie con costo di mana inferiore a 3 e permettere a living end di essere  sempre la prima scelta del nostro cascante.

Vinco la mia riluttanza per l’archetipo e comincio a testarlo su Magic Online.
Le non poche partite mi fanno capire che pre-side, i terribili eldrazi non sarebbero stati un problema, ed anche molti mazzi che tentavano di contrastarli come infect, company, affinity, potevano essere relativamente semplici.
Post side sicuramente le cose cambiano, e l’hate verso il mio cimitero avrebbe reso il tutto molto più ostico.

Le liste in cui mi imbatto hanno poco su cui poter ragionare, il mazzo è quello e abbiamo pochi slot disponibili a modifiche. Quella di Da Rosa rimane la più convincente.
Con una quasi impercettibile differenza, ecco le 75 carte che mi appresto a imbustare:

 

// Grand Prix Bologna - Modern 04-06.03.16
# Roberto Biondi - Living End - 16°
Maindeck:
Blackcleave Cliffs
Grove of the Burnwillows
Copperline Gorge
Blood Crypt
Watery Grave
Overgrown Tomb
Stomping Ground
Verdant Catacombs
Mountain
Swamp
Forest
Street Wraith
Monstrous Carabid
Deadshot Minotaur
Fulminator Mage
Simian Spirit Guide
Architects of Will
Jungle Weaver
Shriekmaw
Ingot Chewer
Violent Outburst
Demonic Dread
Living End
Beast Within
Sideboard:
Shriekmaw
Beast Within
Ingot Chewer
Gnaw to the Bone
Brindle Boar
Faerie Macabre
Jund Charm
Slaughter Games
Ricochet Trap


Il reparto terre ci offre subito un piccolo dilemma: giocare le copperline gorge o le burnwillows?
Sono entrambe valide scelte, ma preferisco avere in 3x quest’ultime. Dover lanciare le nostre creature in lategame non è un’eventualità rara, e una terra stappata avrà un impatto decisamente superiore.

La monocopia di Watery Grave è messa li solo ed esclusivamente per il nostro architetto, non sottovalutate il suo effetto, spesso anche a turno 4 può cambiare le sorti di una partita.

Dryad arbor è una terra che ho considerato fino alla fine, ma in un meta così ricco di creature, non mi sembrava rilevante ai fini della combo, preferisco la solidità di un altro ciclante (o di una normale terra).

Come anticipato, il main deck invece è quasi “intoccabile”, con 16-18 creature ciclanti, 8 cascanti, 3 living end.
L’unico nota che mi sento di sottolineare è la presenza di 2 Jungle weaver. Ci sono altri ciclanti molto validi come Pale recluse o Twisted abominaton. In un meta però pieno di Path to exile, Dismember, e creature con 5 di forza, il ragno mi è sembrata la scelta ideale.

1Le 4 copie di Fulminator mage sono imprescindibili, la partenza tipo del mazzo in G1 è: Terra ciclante, terra ciclante/ciclante, terra fulminator, cascante per living end.
Risultato: pulizia del board, di eventuali 1 o 2 terre avversarie e 3 creature spesso ingestibili sul nostro campo di battaglia.

Le 3 Simian Spirit Guide ci permettono giocate letali ed imprevedibili: un fulminator a turno due, contro molti mazzi può essere devastante. Ricordiamoci però che è una creatura, non scartate l’opzione di giocare normalmente questo onesto 2/2, se necessario.

Abbiamo ancora qualche slot disponibile, lo ottimizzeremo in base al meta.
Nel nostro caso 2 copie di Shriekmaw seguite da altre 2 copie di Beast within ottimi contro eldrazi, la monocopia di Ingot chewer invece, può darci qualche speranza in più contro affinity e non solo.


Passiamo al reparto Sideboard.
Molti si chiederanno del perché di Gnaw to the bone/Brindle boar, in un meta dove burn è in pratica sparito.
E’ presto detto: al day1, senza bye e avendo perso in finale l’unico GP trial disponibile nelle mia provincia (Ricchi di spirito, ma poveri di giocatori di Magic) dovrò giocare tutti i match, decido quindi, che sia il caso di rubare due/tre slot dalla side per un deck piuttosto diffuso tra i casual player, dove non ho alcuna speranza di vittoria senza di loro.

Per i restanti slot, completiamo il playset di Shriekmaw, visto che aiuta non solo contro eldrazi, ma porta via pezzi importanti a tutti i mazzi a base non nera e/o artefatto. Non abbiate fretta di castarlo a turno due, potrebbe servire a togliere un eventuale bloccante dopo il primo living end, e non abbiate paura di lanciarlo a turno uno accompagnato da una scimmia per togliere quella creatura infettante che sembra così innocua.

Indispensabili altri 3 Ingot Chewer, che non solo ci rendono la vita più facile contro affinity (ricordo che Ravager  può rendere quasi inutile la nostra combo), ma ci aiutano a togliere eventuali artefatti molesti: relic, calice ecc.

Beast within è il jolly che ci permette di uscire da quasi ogni situazione, ottima se presumiamo che il nostro avversario siderà permanenti contro di noi, all’occorrenza può attaccare/bloccare o regalarci una creatura da immolare sul nostro Demonic Dread. Non dimenticate l’effetto land denial.

Faerie macabre e Jund charm sono le mie scelte per controllare il cimitero dell’avversario.
Ho preferito le fate a Leyline of the void perché preferisco una creatura che eventualmente posso “hardcastare” dalla mano, rispetto ad un incantesimo a costo 4. Inoltre l’effetto “discard” della fata, può cogliere di sorpresa qualche giocatore poco attento.
Jund charm trova la sua forza nella versatilità e spesso, mettere due segnalini su una creatura può strappare danni letali.

Slaughter games è la classica carta anticombo: Scapeshift e Griselbrand sono i suoi migliori amici.

Ricochet trap utile contro i vari counter: anche se control al momento, tende a usare più removal che contromagie, quindi potrebbe non essere così rilevante (ricordate che non possiamo ridirigere nemmeno cryptic command se dovesse avere il secondo target).


Col senno di poi, nonostante abbia incontrato un naya aggro/burn nell’ultimo turno del day1, farei spazio a Kolaghan command, di certo più versatile, togliendo almeno 1 o 2 Gnaw to the bone.
Altre carte da considerare, sono quelle con land denial effect: Crumble to dust, Avalanche riders e Blood moon, sono tutte interessanti e in un meta meno veloce avrebbero di sicuro avuto presenza in side, se non addirittura nella mainboard.


Detto questo, visto e considerato l’ormai imminente ban di una o più carte presenti nel mazzo Eldrazi, piuttosto che analizzare i matchup attuali, vorrei fare una veloce analisi sul metagame modern in generale, la domanda sorge spontanea: Potremo ancora giocare living end?

La risposta è NI.

Perché?
A favore, ci sta il fatto che Il mazzo ha sicuramente un ottimo potenziale, ha un buon g1 contro tutti i mazzi a base creatura, e potrebbe resistere anche ad un pronosticabile ritorno di Tron.
Il contro invece è che il piano seppur buono è molto fragile, carte come Rest in peace, Relic of progenitus, Calice del nulla o semplicemente una schiera maggiore di counter possono diventare ostacoli inarginabili. Senza dimenticare il buon vecchio burn, che non siamo mai contenti di trovarci davanti.
In conclusione, tutto dipenderà dall’evoluzione del metagame, con una presenza massiccia di blu, combo creatureless o getti di lava, difficilmente rivedremo in alto questo archetipo.
Se invece troppe creature spopoleranno sui tavoli da gioco, i morti saranno sempre pronti a risorgere.
 


Roberto BiondiRingrazio

  • la redazione di Magicfriends per avermi dato la possibilità di scrivere questo pezzo.

  • Tutta la spedizione calabrese: Alessandro, Enzo, Vito, Michael, Rocco ed in particolar modo Andrea de Luca e Tommaso Canzoneri per avermi permesso di giocare “aggratis” questo deck.

  • Il mio portafortuna personale, ed ormai famoso nel mondo delle vendite di mtg, Emanuele Ricca.

  • L’avversario dell’ultimo turno Antonio Calabrese, che avrebbe meritato anch’egli la top16.


A presto.
RB






Da R. Biondi, Venerdì, 18 Marzo 2016 20:47, Letta: 2717 volta/e  ^
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